GENERAZIONE SOCIAL

Come usare Facebook per la propria attività e vivere sereni

GENERAZIONE SOCIAL

1024 576 elvio boeri

Prima di cominciare desidero precisare che ciò che stai per leggere non si prefigge lo scopo di dissuaderti dal compiere il grande passo e catapultarti anima, corpo e tastiera nel mondo del social marketing ma di infondere in te, senza presunzione alcuna, quel briciolo di consapevolezza che, qualora decidessi di affrontare l’avventura, ti aiuti a evitare di commettere errori – almeno quelli più madornali – e di conseguenza di farti del male.

So che sicuramente sei un tipo scafato e che ti farai una risata per quanto sto per scrivere ma l’esperienza mi insegna che, a differenza tua, c’è ancora chi è convinto che tra un profilo e una pagina Facebook non ci sia alcuna differenza. Chi attiva un profilo “personale” per la sua azienda si preclude la possibilità di inserire una serie di informazioni che, se a prima vista possono sembrare banali, in realtà svolgono un ruolo importante. Mettiamo il caso, per esempio, che tu sia il titolare di un negozio e che io abbia bisogno di venire ad acquistare qualcosa da te e che per raggiungerti debba affrontare un buon tratto di strada: converrai con me che il sapere non solo se ma anche fino a che ora sei aperto rappresenti un bel vantaggio per chiunque. Siamo alla perenne ricerca di un po’ di tempo da dedicare a noi stessi e perderne inutilmente ci fa – giustamente – imbufalire.

A proposito di “perdite di tempo, non è mia intenzione tediarti con le diverse opzioni che ti riserva una pagina Facebook  – che se ancora non conosci, > puoi trovare qui <. Per quanto mi riguarda mi limito a dirti che se provi a scavare un po’ sotto la superficie, scoprirai che Facebook e gli altri social che prevedono una versione dedicata al business, consentono di lanciare campagne promozionali tramite annunci a pagamento che oltre a non costare un occhio, hanno la gradita peculiarità di funzionare bene… sempre che tu sappia come gestirli. Partiamo dal presupposto che i risultati, ahimè, non piovono dal cielo e quindi, se hai bisogno di crearti nuove opportunità di guadagno, devi mettere necessariamente in conto un budget da investire in pubblicità e a questo punto ottimizzare un investimento è indispensabile per la tua stessa sopravvivenza.

TARGHETTIZZO QUINDI RISPARMIO

Uno degli aspetti fondamentali per non buttare soldi al vento (o farli finire nei cestini della carta straccia sotto forma di volantini), è che con il “marketing digitale” puoi fare in modo che le tue promozioni raggiungano esclusivamente le persone potenzialmente interessate. Mi spiego: puoi lanciare una campagna selezionando gli utenti che vuoi coinvolgere in base al sesso, l’età, la zona in cui vivono, i loro interessi e via dicendo.

Ipotizziamo che tu sia un hair stylist e voglia lanciare un’offerta per le colorazioni: saresti più propenso a investire il budget che hai a disposizione per coinvolgere tutto il mondo o preferiresti che la tua promozione raggiungesse donne in una fascia d’età compresa tra i 25 e i 55 anni, magari residenti nell’arco di 10/20 chilometri dal tuo negozio? Se fossi al posto tuo non avrei dubbi e opterei per la seconda opzione perché, essendo possibile farlo, la parola d’ordine è targettizzare (brutto ma efficace anglicismo che significa individuare una fascia di clienti potenzialmente interessati a un prodotto o a un servizio).

ATTENTO A QUELLO CHE PUBBLICHI (E CONDIVIDI)!

A questo punto è deciso: apri la tua pagina Facebook e cominci a smanettare. Attento a quello che pubblichi e a come comunichi! Mica crederai che sia tutto rose, fiori e pinzellacchere! Se bazzichi per social da un po’ di tempo, saprai meglio di me che su Facebook si incontrano anche personaggi piuttosto agguerriti, alcuni dei quali sembrano essere affetti dalla sindrome del dottor Jeckill e mister Hyde, tanto che a volte mi vien da pensare che più che “social” quel posto si stia trasformando in un “asocial network”.
Ti faccio un esempio.

Recentemente un ristorante vegano di Brindisi ha lanciato un messaggio promozionale che il severo popolo della rete non ha digerito e ha reagito non solo stroncando il messaggio in sé ma svalutando in toto l’attività. E’ andata così. A poche ore dal terremoto che ha colpito il centro Italia, in occasione della festa di Halloween le ragazze di Piovono Zucchine decidono di pubblicare un’immagine realizzata dalla grafica Elvira Gerardi il cui slogan “Dolcetto o terremoto?”, è riuscito a suscitare una valanga di insulti e di attacchi violentissimi sfociati addirittura in minacce di morte. A ben vedere la scelta di quello slogan è stata non solo incomprensibile ai più ma anche piuttosto infelice perché, quando hai a che fare con uno strumento delicato come l’animo umano “social”, non puoi permetterti di sottovalutare i sentimenti di chi leggerà le tue parole o ne pagherai le conseguenze. Infatti il clamore che ha suscitato il post di Piovono Zucchine, ha portato il ristorante agli onori della cronaca anche se, ne sono certo, non era questo il risultato sperato. Quel messaggio, ben confezionato, e nato con il nobile scopo di aiutare i bambini delle zone colpite dal terremoto, ha fatto crollare vertiginosamente il punteggio del ristorante e siccome per chi va alla ricerca di un locale ciò che può fare la differenza è proprio un buon indice di gradimento, ovvero un buon punteggio, le ragazze di Piovono Zucchine devono augurarsi (e personalmente glielo auguro di cuore) che il quarto d’ora di celebrità mediatica non si riveli irrimediabilmente dannoso per i loro affari.

Se hai bisogno di comunicare qualcosa, in genere lo fai con lo scopo di ottenere un risultato e, se vuoi ottenere un risultato positivo, devi ponderare attentamente ciò che scrivi, esprimendoti nel modo più consono per entrare nelle grazie del maggior numero di persone possibile con un messaggio chiaro e che non dia adito ad alcuna interpretazione. C’è modo e modo di comunicare. Dalla brevissima storia che segue puoi comprendere quali sono le opposte reazioni che si possono ottenere ponendo la stessa domanda in due modi diversi:

Un novizio chiese al priore: «Padre, posso fumare mentre prego?» e fu rimproverato severamente.
Un altro novizio si rivolse al medesimo priore e gli chiese: «Padre, posso pregare mentre fumo?» e fu lodato per la sua devozione.

Se scegli un canale social per dare più visibilità alla tua attività, devi essere consapevole che le tue parole saranno soppesate dalle persone che visiteranno la tua pagina e che costoro non solo avranno la possibilità di valutare il tuo operato ma ti valuteranno anche per il modo in cui ti esprimi e comunichi. In più devi mettere in conto che alcuni transiteranno sulla tua pagina con il solo intento di “romperti le scatole” e quindi è meglio non dar loro alcun motivo di critica, sempre che tu non senta l’irrefrenabile desiderio di provare l’ebbrezza di una campagna volutamente “provocatoria”, nel qual caso è bene tenersi pronti agli assalti.

A proposito di CONDIVISIONI, in una pagina professionale eviterei sempre, e sottolineo sempre, di condividere post non pertinenti con la propria attività tuttavia, se proprio non puoi resistere, assicurati sempre, e sottolineo un’altra volta sempre, di verificare l’autenticità di ciò che stai per condividere facendo una ricerca su Google. In questo modo ti eviterai un sacco di grane, eventuali sbeffeggiamenti e figuracce, oltre a contribuire a rendere Facebook un “pascolo” inadatto alle… bufale.  Tieni presente che gli autori delle suddette bufale guadagnano sulla pelle degli allocchi che cliccano per leggere le loro panzane e non è davvero il caso di agevolarli. GUARDA QUESTO BREVE VIDEO.

ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE

Un messaggio promozionale, ma anche solo un semplice post che si affaccia su una pagina professionale, deve essere confezionato con un certo gusto per il semplice fatto che l’aspetto visivo di ciò che pubblichi può decretarne il successo o l’esatto contrario. Se ti fai un giro per il web, troverai i soliti guru (o come li ho ribattezzati in > questo post < i “LOSCHI FI-GURU) che giurano che non occorre prestare alcuna attenzione alle immagini e al brand. Sei naturalmente libero di fidarti di costoro e di seguire il loro consiglio oppure puoi decidere di accompagnare la tua comunicazione con grafiche semplici ma allettanti e immagini scattate con gusto e gradevoli a vedersi. Non voglio esprimere un giudizio su chi sostiene che la grafica non svolga un ruolo determinante ma ti chiedo di fare un piccolo sforzo di memoria. Chiudi gli occhi e immagina una qualsiasi confezione di un qualsiasi prodotto a te noto e rispondi a questa domanda: pensi che le immagini su quelle confezioni non abbiano nessuna influenza sui risultati delle vendite? Giorni fa ho visitato la pagina FB di una trattoria tipica (cercavo informazioni sui giorni di apertura) e ho scoperto che il proprietario, anziché dare risalto ai piatti e al locale, pubblica una marea di foto di teglie grondanti di cibo, tutte accompagnate dalla sbrigativa frase “anche oggi siamo pronti a servirvi”. Che noia! Inoltre devo dire che vedere le foto di quelle teglie un po’ unticce mi ha tolto l’appetito, il che è senza ombra di dubbio ottimo per la mia dieta ma non altrettanto per gli affari del ristoratore che infatti, quando gli ho chiesto se la sua pagina gli avesse portato nuovi clienti, mi ha risposto con un laconico “no”.

Ribadisco: non voglio esprimere giudizi personali ma se ti capita di imbatterti in qualcuno che sostiene di occuparsi di comunicazione e ti dice che l’immagine è l’ultima cosa di cui preoccuparsi, forse faresti meglio a diffidare.

PER CONCLUDERE ECCO A TE LE 3 [+ DIECI] REGOLE BASE

  1. Se vuoi sbarcare su Facebook scegli di farlo attraverso una pagina e non con un profilo e ricorda sempre che non sei lì alla ricerca di like e di followers ma di clienti;
  2. Cura la comunicazione scrivendo post che possano ottenere consensi e conversioni (risultati economici) anche se non sono inerenti la tua attività e cura nei dettagli l’immagine che vuoi proiettare all’esterno;
  3. Rispondi a chi merita una risposta (nel bene e nel male) cercando di essere sempre il più diplomatico possibile anche di fronte alle critiche più aspre. Non sei tenuto a rispondere a tutti quelli che ti rompono le scatole (per quelli bastano le risposte standard che se mi segui troverai prossimamente in queste pagine). Se individui un commento fasullo, a cui proprio non puoi fare a meno di rispondere, fai un respiro profondo e cerca in fondo a te stesso un pizzico di ironia (paga sempre). Occhio alla dose però: ho detto “UN PIZZICO”!

Questa terza regola ha 10 sottoregole che, pur non essendo farina del mio sacco, condivido pienamente. Sono state scritte da Gianluca Neri (credo in relazione al casino combinato dal ristorante vegano Piovono Zucchine) nel sito > Macchianera < con l’audace titolo: “Il Decalogo Fondamentale Del Pestare Una Mεrda Su Internet”: eccole qua…

  1. La regola numerouno è che si può sbagliare.
  2. La regola numerodue è che quando si sbaglia si chiede scusa.
  3. La regola numerotre è che le spiegazioni servono a poco.
  4. La regola numeroquattro è che la gente ci mette poco a indignarsi, anche quando ti metti lì a spiegare.
  5. La regola numerocinque è che Facebook è Rai 1 in prima serata: vorresti essere frainteso su Rai 1 in prima serata?
  6. La regola numerosei è che se vieni frainteso è come se avessi sbagliato.
  7. La regola numerosette è che se non hai sbagliato ma ti incazzi, hai sbagliato anche se hai ragione. Figuriamoci se ti incazzi e, in più, avevi anche sbagliato.
  8. La regola numerootto è che quando rispondi a qualcuno dandogli dello scemo, lo scemo se la prende e continua a scriverti.
  9. La regola numeronove è che non si risponde a tutti, e soprattutto non agli scemi.
  10. La regola numerodieci  è che se giochi con i coltelli (ad esempio il marketing aggressivo via social) devi essere pronto almeno all’eventualità del cerotto.

Prima di lasciarti a meditare sul da farsi, tieni presente un’ultima cosa: gestire una pagina professionale richiede tempo, studio, ingegno e… impegno, di conseguenza, se ritieni di non avere il tempo necessario, hai due opzioni: o lasci perdere (una pagina con contenuti sporadici, fasulli, egocentrici o non dialoganti e visivamente poco curata, non la visita nessuno e ti fa solo perdere tempo), oppure affidi il compito a un professionista che curi la comunicazione nella giusta maniera e sotto la tua supervisione.

Se vuoi rischiare qualcosa, non farlo a spese della tua attività: piuttosto inserisci un gettone in una slot machine, schiaccia il pulsante, incrocia le dita e… tanti auguri!


Domande? Scrivi in fondo a questa pagina o nella mia > pagina Facebook! <

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