• 03/03/2016

COME TI “ACCENDO” IL CANONE

Come, quanto e quando. Viene da chiedersi perché...

COME TI “ACCENDO” IL CANONE

COME TI “ACCENDO” IL CANONE 1024 429 Elvio Boeri

Ormai è noto a tutti che la legge di Stabilità 2016 ha stabilito che il canone Rai si pagherà con la bolletta elettrica dell’abitazione di residenza. Dopo momenti di smarrimento, ecco arrivare le regole, qualche chiarimento e qualche consiglio dall’Unione Nazionale Consumatori.

Quanto costa e come si paga.
Il canone per il 2016 costa 100 euro e si paga con la bolletta della luce relativa all’abitazione di residenza. Per il 2016 sono previste 4 rate a partire dalla bolletta di luglio. La prima rata comprenderà gli importi da gennaio a luglio (70 €), dopodiché si pagheranno 10 euro al mese fino a ottobre.
Dal 2017 l’importo che sarà stabilito verrà suddiviso in 10 rate che si pagheranno da gennaio a ottobre.

E chi non possiede la TV?
Si parte dalla premessa che chiunque possiede un apparecchio predisposto o adattabile alla ricezione di trasmissioni televisive, deve pagare. In caso contrario occorrerà presentare un’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino I – Sportello S.A.T.  La dichiarazione è valida esclusivamente per l’anno in cui viene presentata e non deve essere inviata anticipatamente in quanto le modalità devono ancora essere definite dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate. In caso di dichiarazioni non corrispondenti al vero, scattano le responsabilità penali.

La disdetta va data in tempo utile.
In caso di disdetta non occorre l’autocertificazione, occorre però comunicare le variazioni esattamente come succedeva in passato (es. cambio dell’indirizzo di residenza, rottamazione o cessione degli apparecchi televisivi). In caso di cessione bisogna indicare il nominativo e l’indirizzo del beneficiario mentre in caso di rottamazione occorre allegare la ricevuta del centro di smaltimento. In caso di furto serve copia della denuncia sporta alle Autorità.
La disdetta ha valore dall’anno successivo (ne consegue che chi non ha inviato disdetta entro il 31 dicembre 2015, il canone del 2016 lo deve pagare).

E se l’intestatario del canone muore?
In caso di decesso del titolare qualora l’erede stia già pagando un abbonamento dovrà richiedere l’annullamento di quello intestato al defunto comunicando data e luogo del decesso dell’intestatario. Qualora invece l’erede non fosse abbonato e possedesse un apparecchio televisivo, potrà richiedere l’intestazione a proprio nome.

Chiudetemi il televisore!
Niente da fare: non è più previsto il suggellamento del televisore.

Esenzione.
Ha diritto all’esenzione del pagamento del canone chi ha più di 75 anni e un reddito che insieme a quello del coniuge convivente risulti inferiore a 8.000 € (erano 6.713,98 fino allo scorso anno).
Inoltre l’ultrasettantacinquenne, per esercitare il diritto all’esenzione, non deve convivere con altri soggetti diversi dal coniuge con reddito proprio.

Seconde case.
Non cambia nulla. Per le seconde abitazioni non si paga un secondo abbonamento. Lo stesso dicasi se si possiede più di un televisore. Il canone è dovuto una sola volta “nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica”.

E se il bollettino era intestato a una persona diversa dal titolare del contratto della luce?
Farà fede l’intestatario del contratto della luce dell’abitazione in cui si ha la residenza. I vecchi bollettini non verranno più presi in considerazione e quindi non si dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) correre il rischio di una duplicazione del canone Rai.

Chi non paga sta al buio?
No, nessun distacco della corrente elettrica in caso di mancato pagamento del canone. Sì al distacco invece se non si paga in toto la bolletta, esattamente come è sempre successo.

E se in passato non ho pagato il canone?
In caso di arretrati non pagati spetterà all’Agenzia delle Entrate chiedere il pagamento (fino a 10 anni di arretrati). Il fornitore della luce solleciterà in via bonaria ma non è autorizzato a staccare la luce in caso di mancato pagamento della quota del canone.

Cosa succede se si cambia fornitore?
Il nuovo fornitore non è tenuto a conoscere la situazione pregressa relativa al canone del cliente acquisito, di conseguenza provvederà all’addebito delle sole rate che scadono dal momento in cui il nuovo cliente entra in fornitura.

C’è ancora una domanda…

Un’ultima domanda:

Se pago il canone avrò finalmente modo di ascoltare qualche verità nei talk-show politici?
Ahimé no…

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