• 09/01/2017

BENVENUTI NEL FUTURO

2017: l'anno dei chatbot

BENVENUTI NEL FUTURO

BENVENUTI NEL FUTURO 1024 576 Elvio Boeri

Amici cari, eccoci nel futuro.
E’ vero che non siamo ancora arrivati a pilotare auto volanti, quelle che ammiravamo da bambini nei cartoni animati e nei film (per le quali dovremo probabilmente attendere ancora più di un decennio), ma se volgiamo lo sguardo alle svariate formule di marketing digitale, noteremo che la tecnologia si sta affinando incessantemente e presto saranno disponibili su larga scala alcune novità ormai pronte a entrare nel nostro quotidiano.
Che cosa ci attende nell’anno appena iniziato?
Quali sono le tendenze da tenere d’occhio?
Come attrezzarsi per affrontare al meglio il futuro che poi è già… il presente?
Wow, quanti interrogativi!

Partiamo da dati certi.

Premesso che nessuno di noi ha la palla di cristallo per predire il futuro, abbiamo tuttavia alcune certezze che ogni anno ci arrivano dall’Agenzia internazionale We Are Social nel cui sito è possibile consultare uno studio che analizza lo stato di salute del digitale attraverso i dati riguardanti l’utilizzo del web, compresi i canali social e le app per i dispositivi mobile.
Osservando la situazione in casa nostra, scopriamo che nel 2016 si è verificato un nuovo sensibile incremento dei “naviganti” pari al 6% e che, dei 60 milioni di abitanti, quelli attivi sul web sono stati circa 37 milioni. Tra questi sappiamo che sono sono stati ben 28 milioni coloro che hanno navigato anche nei canali Social e che il 47% di questi ultimi si è connesso utilizzando uno smartphone.
Tutto chiaro fin qui? Che cosa significa tutto ciò?
Significa semplicemente che gli italiani che accedono a internet sono oltre il 50% e questo fa sì che sia ormai imprescindibile per qualsiasi tipo di impresa, che si tratti di un grosso brand o di un piccolo negozio di periferia, avere una presenza online costante e partecipativa. In poche parole chi vuole sopravvivere nel mercato attuale non può continuare a nascondere la testa sotto la sabbia e pensare di potercela fare senza, o meglio, può farlo ma deve essere consapevole dei rischi che corre. Oggi, con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, la “non conoscenza” è una scelta e non certo la migliore.

Cosa succederà nel 2017?

Prima di rispondere a questo interrogativo, desidero partire da una piccola premessa svincolata da limiti temporali e quindi adatta a qualsiasi epoca e situazione commerciale.
Mettiamo il caso che io sia il titolare di un negozio di non importa quale categoria merceologica. Quando entra un cliente, come agisco?
Tanto per cominciare lo accolgo salutandolo cordialmente, mi presto affinché si senta a suo agio senza mostrarmi invadente, gli chiedo se posso essergli utile cercando di creare empatia, gli lascio il tempo e lo spazio per guardarsi intorno, rispondo alle sue domande, se me lo chiede gli spiego tutto ciò che è utile sapere sul prodotto che ha catturato la sua attenzione e nel caso gli propongo o mostro oggetti che reputo possano avere una correlazione con ciò che sta cercando… insomma, per dirla in breve: interagisco. Perché lo faccio?
Per provare a vendergli qualcosa subito oppure perché oltre a vendergli qualcosa subito, intendo dimostrargli che nel mio ramo sono un valido interlocutore anche per i suoi futuri acquisti?
Ebbene, chi ha un sito o una pagina Social deve sapere che vale la stessa e identica regola che può essere condensata in una sola parola: interagire.
Se affermare che avere un sito web, una pagina Social o un’App per la propria attività oggi è davvero indispensabile, si può affermare con la stessa sicurezza che presto non sarà più sufficiente perché, dopo anni di mancanza di interazioni, ciò di cui oggi sentiamo un crescente bisogno è la possibilità di rapportarci con un interlocutore fidato, sia che questi ci accolga da dietro il banco di un negozio fisico sia che operi dietro il monitor – o il display – dello strumento con cui ci colleghiamo a internet.
Dal punto di vista dell’operatore ovviamente la necessità di rispondere a tutti si trasformerà in un impegno piuttosto gravoso, ed è proprio questo il motivo per il quale nel corso del 2017 sentiremo parlare sempre più spesso di chatbot.

«Ho visto cose che voi umani...»

Di cosa si tratta?

Chatbot (o chatterbot) è una forma semplificata di intelligenza artificiale usata per simulare una conversazione con risposte personalizzate. L’utilizzo che ne possono fare le aziende è piuttosto facile da comprendere e può essere riassunto così: customer care.
Ciò che fino a pochi anni fa era un progetto fantascientifico, si sta trasformando in realtà con grande rapidità e se la nostra attività ci sta a cuore, non possiamo farci cogliere impreparati e dobbiamo cominciare a migliorare la nostra presenza online.

INTERAGIRE è la parola d’ordine di quest’anno perché interagire aiuta a creare RELAZIONI e già solo questo può fare la differenza mentre, per quanto riguarda il resto, per il momento non possiamo fare altro che immaginare cosa succederà quando i nuovi strumenti saranno disponibili su larga scala e farci trovare preparati.
Concludo ricordando la prima delle 95 tesi del Cluetrain manifesto che recita così:

“i mercati sono conversazioni”.

Ecco, è questo il fulcro del discorso ed è proprio su questo che occorre concentrarsi perché ciò che sta per accadere, e di cui vedremo le prime importanti applicazioni entro quest’anno, rafforza quella tesi.
Pare che sia giunto il momento di tirar fuori la testa dalla sabbia, stabilire un dialogo costruttivo con i clienti/utenti e cominciare ad attrezzarsi, magari un po’ prima che lo facciano i concorrenti…

Approfondimenti

Note

L’immagine qui sopra è tratta dal film di Ridley Scott “Blade Runner” del 1982. A ottobre di quest’anno uscirà il sequel prodotto dallo stesso Scott con la regia di Denis Villeneuve.
Nel film, ambientato nel 2049, trent’anni dopo il precedente, scopriremo finalmente che fine ha fatto l’agente Deckard (Harrison Ford) grazie all’agente K (Ryan Gosling).

QUI IL TRAILER

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