• 06/02/2017

I CONTENUTI PER FARTI DESIDERARE

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I CONTENUTI PER FARTI DESIDERARE

1024 576 Elvio Boeri

Chi si occupa di marketing per i grandi marchi lo sa bene: i contenuti di un messaggio pubblicitario, sia che si tratti di web sia che si tratti di pubblicità tradizionali, possono far oscillare l’ago della bilancia verso il segno più o quello meno.

Nel tempo se ne sono rese conto diverse grandi aziende che, in seguito a campagne promozionali con contenuti discutibili, hanno visto la lancetta degli incassi scendere inesorabilmente verso il basso. Va da sé che un’azienda di grosse dimensioni, a meno che il titolare non decida di “metterci la faccia” (vedi Rana), incontra maggiori difficoltà nello stabilire quale sia il volto migliore da mostrare ai consumatori, sicuramente più di una piccola azienda o di un negozio o di un ristorante che possono avvalersi di forme di comunicazione più personali, dirette e, perché no, intimiste.
Anche nel caso di attività più piccole tuttavia, occorre essere coerenti e incisivi per ottenere buoni risultati.
Prestare attenzione a ciò che pubblichi è indispensabile per far sì che la tua comunicazione risulti efficace e non si trasformi in un cataclisma ai cui danni risulterebbe poi difficile porre rimedio.
Pubblicare senza le dovute riflessioni qualcosa che nasce dall’emozione di un momento particolare, potrebbe scatenare un’ondata di dissenso difficile da gestire, così come l’essere ripetitivi o, peggio ancora, troppo pieni di sé. Autoincensarsi attira le antipatie del pubblico come una calamita e quindi, anche se siete i migliori pasticceri del mondo o divi dello spettacolo al top, lasciate che a parlare bene di voi siano coloro che vi seguono.

Ma com’è possibile migliorare la propria immagine? Innanzi tutto devi partire ponendoti una semplicissima domanda: a chi mi rivolgo? Ovvero, qual è il mio target di riferimento? Rispondere a questo quesito ti sarà molto utile per mettere a punto i contenuti.

I contenuti vincenti, contrariamente alle carte, puoi sceglierli!

Esprimere il proprio punto di vista? Si può!

Avere delle idee ed esprimerle ti avvicina ai clienti. L’importante è non scadere nella provocazione gratuita e mantenere alto il livello di ciò che si vuole comunicare, qualunque sia il mezzo usato.

Corona, il noto marchio di birra, ha recentemente pensato di dire la sua in merito alla decisione presa dal nuovo presidente degli USA di far innalzare un nuovo muro al confine del Messico. Lo ha fatto con un video pubblicato su YouTube il cui messaggio è chiaro, malgrado non contenga riferimenti espliciti. Questo modo di agire può urtare i sentimenti di qualcuno? Forse sì (il mondo è pieno di esagitati), ma di sicuro fa breccia nella mente di milioni di persone, tant’è vero che nel giro di poche settimane il video è diventato virale. Questo è il testo tradotto dello spot.

«L’America è la terra delle opportunità, la terra con più di mille milioni di abitanti. America selvaggia. America multiculturale. America unita. Basta usare il nostro nome per generare divisioni! Siamo la terra del mix culturale, siamo orgogliosi dei nostri colori, siamo il continente che tocca i due poli, siamo l’ombelico del mondo e anche i suoi polmoni. Abbiamo mani che resistono agli sforzi e piedi che fanno del calcio il ballo più bello di tutti. Siamo un continente che ruggisce, siamo il più grande contenitore di coppe, siamo sangue caldo con gusti piccanti. Siamo poesia, arte e musica, siamo i migliori inni cantati, siamo rivoluzione costante, celebrazione innegabile, siamo passione, siamo tutti, siamo 35 Stati Uniti. E oggi ci vestiamo con un un solo stemma. Siamo tutti americani ed è per questo che l’America è sempre stata grande».
GUARDA LO SPOT

RICORDATI DI…
non essere scortese anche quando hai a che fare con l’altrui scortesia. Se qualcuno non è in linea con il tuo pensiero, e te lo fa notare in modo brusco, rispondi con fermezza ma sii cordiale, e se dall’altra parte scorgi l’intento di portare avanti un’inutile diatriba, taglia corto con una risposta neutra e definitiva. Non sempre è facile, ma con il tempo…

Provoca in modo consapevole

Quando penso a una forma di marketing “provocatorio”, non posso non ricordare uno spot che ha fatto epoca in cui i tipi della Pepsi ridicolizzavano la rivale rossa (Coca Cola).

Applicare questa stessa forma a un diretto concorrente in Italia, potrebbe avere come conseguenza una serie di “grane legali”, tuttavia si può essere provocatori anche agendo in maniera meno diretta e ottenere comunque un buon risultato.
Il concetto è sempre e solo uno: differenziarsi dalla concorrenza, un po’ come ha fatto un dentista americano spendendo davvero una cifra molto contenuta. L’idea è geniale: stampo un tot di biglietti da visita a forma di dente, li incollo su tanti cartoncini rosa, li sistemo sui pali della luce in giro per la città, e ottengo così un effetto dirompente di… bocche sdentate! Si chiama “guerrilla marketing“, costa poco, è provocatorio, ti rende riconoscibile e fa sì che le persone si ricordino di te.

RICORDATI DI…
mantenere la provocazione entro confini di civiltà, il che vuol dire non prendere di mira gruppi sociali (sesso, orientamento sessuale, religioso e politico, etnie ecc.) a meno che tu non voglia scatenare un putiferio e abbia già pronta una soluzione per uscirne “illeso”.

Racconta una storia e coinvolgi.

E’ evidente che se ti rapporti con persone che di te sanno solo che vendi qualcosa, per loro rappresenterai solo “colui che mi ha venduto una bistecca o un abito o un paio di scarpe…”
Se vuoi ottenere di più, devi spenderti e dare di più.
Se fossi un ristoratore, per esempio, racconterei da dove arrivano le materie prime che uso nel mio ristorante, descriverei le ricette dei piatti che presento, la fatica, la dedizione e, oltre a darne, chiederei consigli. Mi inventerei anche una rubrica in cui inviterei chi visita il mio sito o la mia pagina social a raccontare le sue passioni, a condividere le sue ricette, ecc. ecc.
Rendere partecipe il cliente, abbatte le barriere e porta il tuo rapporto con lui a un livello superiore, simile alla “confidenza”, che farà di te non più il suo “fornitore di cibo” ma una persona con cui è possibile dialogare piacevolmente.

RICORDATI DI…
rispondere sempre alle persone rivolgendoti a loro personalmente. Basta una parola, una sola, ma se non dovessi trovarla spontaneamente, compra una vocale e usa quella che vedi qui sotto (vale 16 punti).

 

Umorismo sì, umorismo no.

Ridere fa bene alla salute e piace un po’ a tutti.
Malgrado in Italia non sia un metodo diffuso quanto in certe altre aree geografiche, utilizzare l’umorismo per un’azienda può rivelarsi molto utile perché, creando un clima rilassato e positivo, la pone immediatamente su un piano accessibile ai più, oltre a ridurre la possibilità di conflitti.
Nel libro La reputazione aziendale. Aspetti sociali, di misurazione e di gestione, Corradini e Nardelli scrivono:

La differenziazione nella comunicazione operata dalle aziende è l’arma vincente per affrontare l’omologazione dei prodotti e dei servizi.

Non è necessario raccontare barzellette (anzi, è caldamente sconsigliato). Un buon punto di partenza può essere quello di non prendersi troppo sul serio (con le dovute cautele) e avere la battuta pronta. E’ una strada percorribile da chiunque? Dentro ognuno di noi convive uno spirito umoristico: qualcuno lo trova dentro di sé con naturalezza, altri fanno un po’ di fatica ma, sapendo che è un buon metodo per distinguersi dalla concorrenza, non sarebbe il caso di provarci e allenarsi?

RICORDATI DI…
pensare prima di pubblicare. L’umorismo va bene ma deve essere comprensibile a più persone e, come scritto qui sopra, non deve ridicolizzare chicchessia (etnie, ideologie, religioni, orientamento sessuale e compagnia bella).

Il potere della new-stalgia

In periodi di crisi, in cui aleggia un sentimento comune di sfiducia e di insicurezza nei confronti del presente e di ciò che potrebbe serbare il futuro, viene spontaneo guardare al passato con un po’ di nostalgia. Chi si occupa di marketing lo sa, e sa anche che a volte un richiamo a “ciò che fu”, ha effetti positivi sulla comunicazione e di conseguenza sulle vendite.
L’esplosione di loghi e di insegne “vintage” sono un chiaro segnale della tendenza new-stalgica di questo periodo storico, in cui anche i grandi lanciano operazioni di questo genere. Nel 2013 Microsoft, per esempio, per rilanciare Internet Explorer, ha creato uno spot che faceva leva sulla nostalgia degli anni ’90: parlare di qualcosa di “vecchio” per lanciare qualcosa di nuovo, o di reinventato, offre l’opportunità di entrare in contatto con le emozioni dei consumatori.
Sabato stavo facendo la spesa al supermercato. Ero davanti allo scaffale delle birre e stavo per mettere nel carrello la solita marca, quando la mia attenzione è stata attratta da una serie di etichette diverse, di un marchio che non avevo mai acquistato. Ho pensato che si trattasse di birre con diverse caratteristiche, ma ho scoperto di essere caduto “vittima” di un’operazione vintage che su di me ha sortito il suo bell’effetto.
Indovina un po’quale birra è finita nel carrello?

Ecco qua. Queste, in linea di massima, sono alcune indicazioni su come puoi impostare i contenuti di una campagna. Ora sta a te decidere quale ti si addice di più, fare un po’ di ricerche, esercitarti e… partire in quarta.
Ah, dimenticavo. Un buon sistema per rendere più appetibile la tua comunicazione, consiste nell’associarla a una ricorrenza. A questo proposito trovi un calendario con tutte le ricorrenze dell’anno in questa pagina.

In bocca al lupo!!!

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