• 11/01/2017

IN CASO DI MARKETING ONLINE

TENDENZE 2017

IN CASO DI MARKETING ONLINE

1024 576 Elvio Boeri

Il 2016 è stato un anno eccellente per il marketing online, ma il mondo non si ferma e occorre quindi pensare a come potrà svilupparsi la situazione per affrontare al meglio l’anno che è appena iniziato.
Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che il marketing è dominato da chi sa pianificare, anticipare i cambiamenti e fare proprie le nuove tendenze, prima che lo facciano i concorrenti.

Non è indispensabile utilizzare tutto di tutto, ma se si desidera continuare a essere competitivi, è necessario avere consapevolezza delle opportunità e degli strumenti disponibili per sapere esattamente come agire al momento giusto.

1. Pokémon Go ha dato il “la” all’espansione della realtà aumentata.

Non sono molti coloro che avrebbero scommesso sul successo di Pokémon Go, e guardate com’è andata! Guadagni vicini ai 10 milioni di euro al giorno nel momento clou non sono certo caramelle, e anche se l’entusiasmo è ormai sceso implacabilmente verso il basso, l’applicazione ha avuto due effetti principali sulla comunità di marketing online:
1 – ha dimostrato che gli utenti sono pronti per la realtà aumentata (AR);
2 – ha fornito a chi si occupa di marketing un assaggio di quello che può essere il potenziale guadagno.
Di conseguenza possiamo aspettarci di vedere sempre più marchi mettere a disposizione giochi e annunci basati sulla realtà aumentata, o quantomeno tentativi di capitalizzare trasformando le applicazioni già esistenti in AR.

2. Il decollo definitivo dei video live streaming.

I sempre più esigenti utenti dei social media stanno cominciando a chiedere più contenuti “in tempo reale”? Benissimo! Con gli strumenti di cui disponiamo è possibile accontentarli condividendo con loro visioni in diretta di mondi ed eventi a cui fino a ieri non avevano alcuna possibilità di accedere. Grazie a Internet più veloce e all’ubiquità dei dispositivi mobili, i video in diretta (live streaming) sono diventati di tendenza, grazie alle sempre più numerose applicazioni e piattaforme che offrono questa funzionalità.
E’ facile prevedere che il 2017 sarà l’anno in cui il loro utilizzo subirà un forte incremento sia da parte delle aziende sia da parte degli utenti privati.

3. Analisi dei dati.

Nel marketing i dati rappresentano linfa vitale. Abbiamo bisogno di informazioni che rivelino chi sta comprando cosa, quando, perché, e quali sono i messaggi più efficaci per coinvolgere gli utenti. Detto questo, prendiamo atto che anche gli analisti di dati più in gamba, anche se loro lo negheranno, si trovano spesso nella condizione di non riuscire a comprendere con precisione ciò che i dati raccontano. A questo c’è una spiegazione: il cervello umano non è in grado di elaborare grandi quantità di dati numerici “grezzi”. Fortunatamente però anche in questo campo la tecnologia ci viene incontro. Alcuni strumenti per la visualizzazione dei dati sono già disponibili sul mercato ed è giunto il momento in cui ogni azienda cominci a mettere in conto l’esigenza di utilizzarli per trarne i maggiori benefici. Chi non lo farà potrebbe essere svantaggiato. La tecnologia dal canto suo affinerà via via i metodi, e l’esigenza di analizzare i dati crescerà esponenzialmente.

4. La pubblicità nativa.

La pubblicità nativa, una delle tendenze più datate di questo elenco, viene utilizzata già da un po’ di tempo dalle aziende per ottenere una visibilità che abbia una parvenza di naturalezza (avete presente le inserzioni pubblicitarie sponsorizzate su Facebook?)
Il successo di questo tipo di comunicazione è variabile ma c’è un più che valido motivo se il suo utilizzo prosegue nella sua ascesa. I consumatori dimostrano una crescente contrarietà verso le forme di pubblicità convenzionale – che ormai quasi ignorano – e di conseguenza la pubblicità nativa è ancora considerato un buon sistema, certamente un po’ subdolo ma efficace, per attrarre l’attenzione. In rete cominciano a circolare forme di pubblicità nativa nettamente migliorate rispetto al passato e anche i grandi editori, nel tentativo di risollevarsi dalla profonda crisi che stanno attraversando, e le aziende che fino a qualche tempo fa non ne avevano preso in considerazione l’utilizzo, oggi ne fanno uso.

5. L’importanza di targhettizzare.

Il marketing online è sempre più affollato e, malgrado il numero di consumatori rimanga più o meno costante, aumenta considerevolmente il numero di nuove imprese che si affacciano in rete per spartirsi la torta. Ciò è facilmente intuibile osservando l’andamento delle inserzioni sponsorizzate nei social media.
Se da un lato non esistono formule magiche per ottenere risultati soddisfacenti, dall’altro si possono evitare investimenti inutili semplicemente adottando il vecchio e sano buon senso. E quindi, cosa si deve fare? Il metodo migliore resta quello di indirizzare i messaggi promozionali a nicchie specifiche semplicemente targhettizzando.

6. Esperienze immersive.

Gli utenti sono desiderosi di esperienze più coinvolgenti e quindi occorre dar loro la sensazione di non trovarsi passivamente di fronte al display di uno smartphone o al monitor di un computer. La realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR) sono le due tecnologie alla base di questo genere di approccio, ma esistono altri metodi per fornire un’esperienza immersiva. È possibile offrire video a 360° per rendere partecipi gli utenti, proprio come se stessero vivendo una determinata circostanza.
Si possono ospitare webinar dal vivo e workshop per convincere la gente a partecipare. La chiave di volta è quella di fornire un buon livello di interazione in modo da coinvolgere le persone e renderle partecipi. I campi di applicazione sono infiniti.

7. Contenuti brevi e di qualità.

Man mano che la tecnologia fa passi avanti, diventiamo sempre più impazienti ed esigenti e i nostri livelli di attenzione scendono implacabilmente. L’infinità di “scrolling” che facciamo quotidianamente sui social media, ci sommergono di contenuti provenienti da chi conosciamo e da una miriade di aziende spingendoci a filtrare una grandissima parte dei messaggi.
Selezioniamo qualche articolo, saltiamo inesorabilmente da un messaggio all’altro e spesso condividiamo notizie dopo aver letto il solo titolo… In risposta a questa tendenza, chi si occupa di marketing deve imparare che la soluzione non può che essere l’incisività: comunicare con poche parole di qualità che abbiano un forte impatto e siano di immediata comprensione.

Scegliere ma soprattutto distinguersi.

Ecco… queste sono in linea di massima le tendenze per l’anno che è appena iniziato. Che ne dite, vi piacciono? Credo si tratti di validissime opportunità, ma personalmente sono soprattutto dell’idea che occorra fare scelte di qualità in grado di coniugare la tecnologia con il nostro modo di essere perché le forzature, con l’utilizzo della tecnologia o meno, hanno spesso risvolti dannosi.
Ma c’è di più. Di questi tempi, in cui siamo sottoposti a una marea di messaggi spesso noiosi e ridondanti, aumentare la propria credibilità e stabilire relazioni che vadano al di là dei semplici (o complessi) contenuti, è la chiave per distinguersi dalla massa e ottenere consensi.
Essere onnipresenti a mio avviso non è indispensabile, mentre di sicuro lo è il diffondere contenuti di qualità, in grado di creare relazioni e accrescere il livello di stima negli utenti che, è bene saperlo, non sono solo alla ricerca di un prodotto, ma soprattutto di un valido punto di riferimento.

Buon lavoro e ancora buon anno!

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