• 12/02/2017

SANREMO & MARKETING

Ommmmm... perché Sanremo è Sanremo?

SANREMO & MARKETING

1024 538 Elvio Boeri

Negli ultimi giorni circolava in rete la seguente battuta: preferisco il Sangiovese a Sanremo, giusto per dire che non tutti apprezzano il Festival. Sicuramente è così ma i dati d’ascolto elevatissimi ci dicono che probabilmente anche chi giura e spergiura di non farlo, una sbirciatina al festivalone gliela dà, ed è questo che conta per gli sponsor.

Ma, dati e competizione canora a parte, una cosa è chiara: il Festival di Sanremo rappresenta l’operazione di marketing più longeva che ci è dato conoscere. Grazie alla sua formula nazional popolare, può serenamente fregarsene delle nicchie di mercato di cui devono invece tener conto i comuni mortali (vedi micro e medie aziende).

Non è certo un caso se sul palco del teatro Ariston anche quest’anno si siano alternati veterani come Albano, Ron e Fiorella Mannoia e promettenti giovani artisti come Michele Bravi, Ermal Meta e Francesco Gabbani: età e linguaggi diversi sono in grado di raggiungere un pubblico eterogeneo e vastissimo, garantendo il moltiplicarsi di commenti che risultano determinanti a incrementare il livello di attenzione a totale vantaggio della kermesse e degli sponsor.

Se ciò non bastasse, quest’anno si è pensato di aggiungere un altro elemento capace di attrarre ancor più attenzione. Secondo voi per quale altro motivo avrebbero assegnato la conduzione a due presentatori popolarissimi e appartenenti a “scuderie” rivali, se non quello di calamitare il più possibile l’attenzione del pubblico? Teniamo sempre ben presente quel vecchio adagio che recita: “L’unione fa la forza”.

E, dulcis in fundo la “genialata” dell’unico sponsor che, a due giorni dall’inizio del Festival, ha messo in giro la voce della “presenza” di Mina a Sanremo, senza ovviamente spiegare che la cantante più “assente” e invisibile del mondo, ha semplicemente “prestato” (si fa per dire) la sua ugola d’oro per un jingle. Creare aspettative? Un successone!

Nell’era dei social, gioie e dolori di questi tempi, tutto ciò di cui sopra è finito ovviamente nel tritacarne dei vari Twitter, Facebook e compagnia “cantante”, diventando un fenomeno virale e rendendo di fatto impossibile a chi ha in tasca uno smartphone (più della metà degli italiani) di tirarsene fuori. Se è vero che il 58% degli italiani ha seguito il festival, è altrettanto vero che molti altri ne sono entrati in contatto loro malgrado e ne hanno parlato, in un modo o in un altro.

1. Gabbani / 2. Mannoia / 3. Meta / 4. Bravi

Quali conclusioni trarre da tutto ciò? Che sarebbe bene non concentrare la propria attività su una nicchia e che in alcuni casi, e per determinate attività, è sempre bene ricordare che, utilizzando i debiti accorgimenti linguistici, un messaggio può essere veicolato e coinvolgere un pubblico più vasto.

Quindi, anche se siete tra coloro a cui Sanremo proprio non va giù… meditate gente, meditate! Sanremo è Sanremo da ben 67 anni e probabilmente resisterà ancora per molto, molto tempo.

 

Nelle immagini:
Francesco Gabbani, vincitore dell’edizione 2017 con il brano Occidentali’s Karma
Fiorella Mannoia, seconda classificata con il brano Che sia benedetta
Ermal Meta: terzo con Vietato morire
Michele Bravi: quarto con Il diario degli errori

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