• 16/02/2017

SE STAI BUONO, FACCIO LO SCONTO A PAPA’

Un'efficace azione di marketing spontaneo

SE STAI BUONO, FACCIO LO SCONTO A PAPA’

1024 576 Elvio Boeri

Tempo fa mi trovavo a fare la spesa in un supermercato dove, di massima, sono solito acquistare detersivi e surgelati (piccolo inciso: per gli alimentari freschi preferisco i negozi di vicinato).

Mentre sono concentrato sul dubbio amletico “meglio i nasellini o la platessa?”, SBAM! Una busta di merluzzo si schianta ai miei piedi e, nello stesso istante, una confezione di lasagne, roteando sulla mia testa, va a schiantarsi dentro una cesta di lattuga nel vicino reparto di frutta e verdura.
Azioni da guerra fredda? Macché! Solo tre bambini indemoniati intenti a depredare i frigoriferi dei surgelati per lanciarsi addosso di tutto e di più, correndo come dei forsennati mentre, a pochi passi da loro, le loro placide mammine, incuranti del putiferio che i loro teneri pargoletti stanno scatenando, se la chiacchierano in tutta tranquillità.
Vedo un’anziana signora, scampata a un attacco di sofficini, avvicinarsi alle due invitandole a intervenire per placare gli animi, ma la risposta che riceve è la seguente: “Che vuole che sia… sono solo bambini… E POI FATTI GLI AFFARI TUOI” (nel dialogo originale la dolce mammina in realtà non ha detto proprio… “affari”).

Con questo breve spaccato di vita, non è mia intenzione giudicare l’atteggiamento di quelle due mamme, ma rendere onore a un’idea molto interessante venuta a Antonio Ferrari, un ristoratore di Padova: lo “sconto bimbi educati”. Il colpo di genio gli è venuto osservando cinque ragazzini accompagnati da sei adulti che dopo cena, anziché mettersi a correre tra un tavolo e l’altro lanciandosi posate e tovaglioli, se ne sono rimasti composti e tranquilli al loro tavolo a colorare i fogli portati da casa (certi genitori sanno fare davvero bene quello che viene considerato, a ragione, il mestiere più difficile del mondo).

La scena al supermercato, e le svariate volte in cui mi sono trovato a cenare in pizzeria o in un ristorante, circondato da bambini scatenati e ululanti (vi è mai successo?), mi ha fatto apprezzare moltissimo l’iniziativa che in questi giorni sta facendo il giro del mondo (ne ha parlato perfino il The Guardian).

Immagino quanto possa essere difficile fare il genitore...

Una giornalista del Corriere Della Sera ha chiesto al ristoratore Antonio Ferrari:

Dica la verità: lo ha fatto per farsi pubblicità?
«Ma no, ho agito d’istinto! È che era stato uno spettacolo troppo bello vedere come interagivano tra di loro in quel tavolo, con quanta compostezza. I genitori avevano più o meno la mia età, erano sulla quarantina, i bambini tra i quattro e i sei anni. Avevo troppa poca confidenza per fare i complimenti, era la prima volta che venivano, così ho optato per lo sconto».

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Lo scontrino con lo sconto

L’idea di Ferrari è sicuramente il frutto istintivo dell’esperienza, e gli ha procurato una gran bella notorietà rendendo il suo gesto una vera e propria azione di marketing spontaneo e replicabile.
La morale di questa storia è molto semplice: mentre svolgi la tua attività, osserva la tua clientela: in questo modo sarai in grado di proporre offerte personalizzate.
Un po’ di attenzione nella quotidianità del tuo lavoro, coniugata con un pizzico di ingegno, sono gli ingredienti migliori per distinguerti e ottenere ottimi risultati.

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